S.Faravelli - Shi Tao

IL SENSO DEL VIAGGIO NEL MONDO GLOBALE

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Sarò intimidito dalla stazza di Paolo Rumiz nonchè dall'esposizione radiotelevisiva. Ma Il tema mi chiama , mi solletica e mi sollecita.
Brilla come stella polare, per un primo orientamento, la chiamata alle armi di Victor Segalen nel profetico (1918!) "Saggio sull'Esotismo:una Estetica del Diverso" : 
"Il Diverso diminuisce. E' questo il grande pericolo della terra. Bisogna quindi lottare contro questa decadenza, battersi, forse anche morire in bellezza."
Così ho sempre pensato al viaggio come lotta contro il "mondo globale", che poi è l'espansione planetaria dell'occidente, (non in senso geografico), che è poi il nome aggiornato dell'entropia. 
Paradossalmente questa lotta assume la forma di una fuga.
Una fuga non vile.
Ma so che questa fuga ,propriamente la direi 'waldgang',(un "darsi alla macchia"; ed è "parola di passo") , non aspira alla ricerca di un illusorio incontaminato, di un utopico luogo dove non esistono turisti e disponibilità informatica, (miraggio che la stessa globalizzazione utilizza per espandere il suo potere e trasformare la terra in un parco giochi a pagamento), ma nell'eterna caccia al Diverso che si cela ovunque, nella foresta pluviale come nel cortile di casa. Anche dietro un velo saudita, anche nel paesaggio naufrago di questa Italia scempiata... Se poi il viaggio sia una pura metafora e il Diverso un nome divino, di questo appunto, parlerò -parleremo, a Lugano.