L'atelier Portatile

L'atelier Portatile

Viaggio con un piccolo atelier portatile. In una cintura tengo un set di acquarelli, nello zaino una macchina fotografica e tre album di diverso formato: uno per i disegni, uno per il diario di viaggio, un altro, più grande, per impostare la pagina del carnet vero e proprio, dove disegno e scrittura confluiranno per integrarsi a vicenda.

Yellow ochre
il sole scivola sul basalto giallo dei templi di Luxor.
Windsor orange
saturo, con tutta la gamma dei rossi, per il Tibet.
Green gold
Il colore del fiele e dell'agave (non sap geen, nè olive green).
Peynes grey
cieche ombre,orbite vuote di finestre,colore brumale (neutral tint).
Cerulean , cobalt, prussian blue
insondabili cieli mongoli (+ il bianco a risparmio sulla carta tamponata).
Sepia
Ho lavorato anche con il vero inchiostro di seppia, colore stupendo, poi il foglio puzza di pesce.
Un colore per tutti i colori.

In dieci pastiglie degli ottimi colori W&N ci sono tutti (o quasi) "gli irrecuperabili colori del cielo".
Un tubetto di tempera bianca (zinco).
Quattro pennelli di pelo di martora W&N serie 7 ( o quelli di pelo di scoiattolo che usano i miniatori di Jaipur difficili da ottenere, ma affilati come lame).
Grafite (meglio i portamine :addio lapis dopo l11 9 01 , niente cutter per temperare), pennino (che intingo nell'acquerello), bambù (per calligrafie), timbri, gomma morbida.
Conchiglie per l'acqua.
Gli insostituibili moleskine (farne scorta, sempre almeno due in tasca, uno a fisarmonica l'altro ad album), cercare carte sul posto.