|
|
“Sono andato.
Armato della lampada, dei miei colori e pennelli – l’atelier tascabile – dei libri letti e amati e soprattutto della fame di Vero e di Bello, l’uno sogno e segno dell’altro.” Stefano Faravelli |
||
|
|
“Sono andato.
Armato della lampada, dei miei colori e pennelli – l’atelier tascabile – dei libri letti e amati e soprattutto della fame di Vero e di Bello, l’uno sogno e segno dell’altro.” Stefano Faravelli |
||
L'atelier Portatile
L'atelier PortatileViaggio con un piccolo atelier portatile. In una cintura tengo un set di acquarelli, nello zaino una macchina fotografica e tre album di diverso formato: uno per i disegni, uno per il diario di viaggio, un altro, più grande, per impostare la pagina del carnet vero e proprio, dove disegno e scrittura confluiranno per integrarsi a vicenda.Yellow ochre il sole scivola sul basalto giallo dei templi di Luxor. Windsor orange saturo, con tutta la gamma dei rossi, per il Tibet. Green gold Il colore del fiele e dell'agave (non sap geen, nè olive green). Peynes grey cieche ombre,orbite vuote di finestre,colore brumale (neutral tint). Cerulean , cobalt, prussian blue insondabili cieli mongoli (+ il bianco a risparmio sulla carta tamponata). Sepia Ho lavorato anche con il vero inchiostro di seppia, colore stupendo, poi il foglio puzza di pesce. Un colore per tutti i colori. In dieci pastiglie degli ottimi colori W&N ci sono tutti (o quasi) "gli irrecuperabili colori del cielo". Un tubetto di tempera bianca (zinco). Quattro pennelli di pelo di martora W&N serie 7 ( o quelli di pelo di scoiattolo che usano i miniatori di Jaipur difficili da ottenere, ma affilati come lame). Grafite (meglio i portamine :addio lapis dopo l11 9 01 , niente cutter per temperare), pennino (che intingo nell'acquerello), bambù (per calligrafie), timbri, gomma morbida. Conchiglie per l'acqua. Gli insostituibili moleskine (farne scorta, sempre almeno due in tasca, uno a fisarmonica l'altro ad album), cercare carte sul posto. |
|