Basilischi e automates

Basilischi e Automates

Ho creato basilischi (meglio sarebbe dire ho 'catturato basilischi'), anzitutto per me, per la mia personale Wunderkammer, trovando triste che il rasoio di Occam della moderna scienza abbia espunto dalla decenza del collezionismo zoologico draghi, unicorni, sirene e appunto basilischi. Questi piccoli omuncoli domestici sono feticci, nel doppio senso dell'etimo ambiguo, e svelano, con microscopica ma perentoria autorità, l'inestimabile magia dell'oggetto alla frontiera tra naturalia e artificialia. Ambiguità del feticcio: per alcuni da Fatum, Fari, Fanum, cosa fatata, incantata. Per altri da facticious, artificiale, fittizio.
Che cos'è un basilisco e com'è nata questa mia passione? Lo racconto a Philippe Daverio in un'intervista per Passepartout:



In collaborazione con mio padre ho creato boites à musique, oggetti simili a fantastiche architetture di un settecentesco giardino in miniatura, intarsiate di legni preziosi e metalli, che racchiudono situazioni, sogni, personaggi che si muovono al suono del carillon. Arte e natura si confondono in enigmatiche figure umane e bizzarri animali nati dall'assemblaggio dei materiali più inusitati, nella tradizione rinascimentale e secentesca delle collezioni enciclopediche e delle nordiche Wunderkammern. Sono creazioni che, anche in epoca di realtà virtuale, sprigionano intatto il magico e arcaico fascino degli Automi.