IMAGE GALLERY PARADISI
Vi racconto di giardini gotici o simmetrie italiane, ombrosi roseti, ingannevoli labirinti, arche di vetro e boschi notturni.
Ritorno a questi temi fin dalla mia prima mostra del 1986 in occasione della quale Giovanni Arpino scriveva:
‘ Possiamo sognare solo i giardini che non esistono, possiamo percorrere solo viali inventati. Possiamo scartare dalle bieche realtà che ci assediano solo immaginando altri mondi, ma con minuzia da orafo. In questa fuga, che non è affatto vile, Stefano Faravelli ci dà una mano, ci apre alcuni sentieri e spiragli. […] ’
Per Arpino, compianto amico, i miei giardini furono offerta di evasione dal male che lo rodeva, per me anzitutto esercizi di interiori “composizioni di luogo”, strumenti meditativi per attivare ancestrali riminiscenze di paradisi mai del tutto perduti.