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Approfondisci Teatro e marionette

Glossario per 'Ceronettisti'

Dal suo arrivo a Torino nel 1985, il Teatro dei Sensibili fu per qualche anno un insaziabileleviatano; quel piccolo boccascena era una mascella smisurata che chiedeva e chiedeva: pitture, marionette, scenografie, fondali, protesi infra e sovra-umane.
Tutto veniva fagocitato e spesso distrutto, per logorio d'uso, o disperso. Di quel periodo mi rimane una scatola blu, zeppa di corrispondenza con Guido.
Questo glossario è un collage di frammenti che offro ai 'ceronettisti' e 'ceronettofili'.

A) AMICIZIA. La mia prima collaborazione per il Taetro dei Sensibili fu una locandina nella quale campeggiava la divisa del Teatrino: "Tout le Théatre n'est q'amitié". Non mi è mancata quella di Guido e con la sua quella di tanti che hanno mantenuto in vita il Teatrino.
B) BECCHINO
C) CAPODANNO
D) DOGLIANI
E) ENTUSIASMO
F) FINANZIAMENTI
G) GUERRA
H) HIERONIMUS
I) INDUSTAN
L) LUSINGA
M) MERDUMBO
N) NERO
O) ORINATOIO
P) PROMESSA
Q) QUADRO
R) REMUNERAZIONE
S) SALUTI
T) TEATRO
U) UOMO VELIVOLO
V) VOTI
Z) ZULMA

Mozart in viaggio verso Praga

A proposito delle mie tavole per una scenografia mai realizzata de ‘Il flauto magico’, che Giorgio Soavi aveva voluto per la mostra ‘Mozart in viaggio verso Praga’, Marco Vallora scrisse nella sua recensione:
“Faravelli è maestro soprattutto del fuori-testo: dettagli ed appunti grafici che galleggiano e vivono a lato della tavola maggiore, accendendo d'interesse i bordi dell'immagine: falsi timbri, firme apocrife, frammenti di grafia citata, piume ed etichette in trompe d'oeil... Faravelli tenta di suggerire qualche squarcio affascinante d'un suo Flauto Magico tellurico ed inquietante, tra effimeri padiglioni egizi, da tavola enciclopedico-illuminista, Papageno-Pinocchio col suo ubbidiente pinguino, ed una temibile Regina della Notte che avanza trionfante, senza rendersi conto che una malefica iguana le pascola tra le gambe, come una sottoveste troppo invadente.
Se soltanto i direttori artistici dei teatri fossero un poco più attenti a quanto accade intorno a loro, forse si sarebbero già accorti che da tempo esiste una nutrita riserva di promettentissimi, nuovi sceografi di genio.”

Marco Vallora, Il Sole 24ORE, 7 febbraio 1993