S.Faravelli - In groppa alla balena - Acquarello

Labirinto

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Amazement, stupore, viene da maze: labirinto. Parola che ha forse la sua origine da "maes" che nell'inglese degli antichi abitanti della Cornovaglia significava prato o campo.E' bella questa etimologia che collega lo stupore a segreti cammini tra siepi e verzure. Meno oscura di quell'altra , greca, che associa "labirinthos" alla pietra o ad una ascia bipenne. 


Il labirinto, è un soggetto che ho dipinto spesso, fin dalla mia prima mostra, che proprio al labirinto era intitolata: "Il Giardino del Nome"(1987) . Fu in occasione di quell'esordio che mi fu recapitato un bigliettino di incoraggiamento da parte di Fabrizio Clerici, allora già anziano pittore di enigmi e labirinti.

D'altra parte un mio pietroso dedalo dal titolo borgesiano , "L'Isola delle Rovine Circolari", è finito, chiudendo il cerchio di un debito con il destino, sulla copertina dell'edizione Einaudi di FINZIONI, il capolavoro del bibliotecario di Buenos Aires che l'aveva ispirato. Mi ha sempre stupefatto il cammino delle immagini , il loro vivere una vita propria, quando, uscite dal segreto dell'atelier, divengono retaggio collettivo.

Quello stesso quadro è ora esposto, con altri due piccoli acquerelli alla galleria LE MUSE di Andria accanto ad un' opera di Clerici. Altro cerchio che si chiude, altre segrete simmetrie nei cammini delle immagini. Insieme ai miei tre quadri labirintici qui sotto pubblicati vedrete opere magnifiche di
F. Clerici, A. Andreis, A. Arrivabene, A. Bulzatti, S. Di Stasio, A. Kapor, P. Isola, B. Luino, N. Nannini, T. Pecoraro, R. Rampinelli, F. Rinaldi