S.Faravelli - Per vedere l'elefante

BOTANICA APOCRIFA

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BOTANICA APOCRIFA

 

Acclimatazioni di alberi antropogonigi, come il portentoso Waqwaq, “l’albero delle donne” , diffuso in una vasta tradizione iconografica orientale, fate albero e alberi fatati ,  come il Geriny’ ala,  lo spirito della  foresta  che  gli indigeni ritengono abiti  gli ultimi scampoli di  foresta pluviale del  Madagascar , efflorescenze carnivore ed erotiche, frutto di una criptobotanica antica quanto universale.

 Da anni,  affianco all’osservazione  accurata di piante e fiori, che disegno con l’acribia di  un botanico nelle pagine dei miei carnet de voyage,  la creazione di quadri  ispirati ad un universo vegetale archetipico

Sento quindi di appartenere anch’io all’eletta schiera di quegli esploratori che  percorrevano il globo in cerca  di piante esotiche , ma le mie sono  “caccie  sottili”, nel mondo dell’Immaginazione.

Alla domanda che Dante rivolge all’imaginativa, “ chi muove te, se’l senso non ti porge ? ”

( purgatorio XVII, 12) , il pensiero occidentale non ha risposto in modo organico, non ha elaborato unateoria  dell’immaginazione attiva, salvo  forse qualche neoplatonico rinascimentale o rari ed  ermetici teosofi nordici. 

Lo hanno fatto invece, da secoli e  sottilmentei metafisici dell’Islam e   le dottrine  psico –fisiologiche del buddismo e dell’induismo.   

Devo ai primi soprattutto la nozione di mundus imaginalis, lo‘Alam al Khayal: un mondoautonomoche ha un esistenza oggettiva totalmente indipendente dall’uso che noi facciamo della nostra facoltà immaginativa.

“ In quella Terra vi sono giardini, paradisi , animali, minerali,vegetali… ora, tutto quello che vi si trova, assolutamente tutto, vive e parla d’una vita analoga a quella di ogni essere vivente dotato di pensiero e di parola. Dotati di vita e di parola, gli esseri vi corrispondono a ciò che sono qui in basso, con la differenza che in quella  Terra Celeste le cose sono permanenti, imperiture, immutabili: il loro universo non muore.”

Scrisse il più grande dei mistici dell’islam , Muhyddin Ibn  ‘Arabi

Ai venti di quel mondo ho chiesto di dar vita alle  mie zoografie e botaniche parallele, convinto che gli alberi Waqwaq  esistono,(come esistono la fate) e di un esistenza ben più essenziale della nostra.