Teatro dei sensibili

Teatro e marionette

Il Teatro dei Sensibili di Guido Ceronetti

"La mia avventura con l'arte di strada ha inizio con l'acquisto, a Ginevra, di un organo meccanico a ventisei tasti, che ora gode di un repertorio di musiche da Palazzi di Sardanapalo.
... il mio incontro con la maschera, nel teatro di strada, è stata una scoperta delle più felici. In quell'anno Gualtiero Niemen, che aveva lavorato in marionette e circhi per una decina d'anni, cominciò a girare per le campagne tra Lombardia e Piemonte con un proprio teatrino ambulante per marionette a filo, di sua fabbricazione, e tra agosto e settembre del 1933 piantò la sua baracca in una radura tra le case del piccolo paese di Andezeno, rappresentando un suo lavoro che, per attirare più gente che poteva, sconsigliava agli eccessivamente impressionabili - La iena di San Giorgio.
…Avrei dovuto lasciare, alla giusta età di sei anni, subito famiglia e futura scuola, e seguire Niemen nella sua vita randagia. Avrei fatto il giro col cappello e imparato un vero mestiere. La faccenda ebbe un'incubazione di circa quarant'anni, poi una donna della statura adatta a stare in una baracchina dipinta, a cantare canzoni e a fare da koken, mi aiutò a mettere in scena una nuova versione della Iena di San Giorgio (storia piemontese di un salumaio assassino che di ragazze rapite faceva salsicce) rivisitata in geroglifico di crudeltà bunueliana e di humour noir surrealista, cose a cui l'Italia seguita ad essere irrimediabilmente refrattaria."

Nasce così il Teatro dei Sensibili, la cui storia è brevemente riassunta in queste righe:
"In verità, nel mio Teatro dei Sensibili, che vive di vita umbratile e solida dal 1970, io sono stato animatore e manipolatore soltanto per una decina d'anni, dopo ho passato ad altre mani i fili e li ho resi parlanti con altre voci. L'ultimo spettacolo di puro marionettismo che ho ideato e messo su è Viaggia, viaggia Rimbaud, nel 1991, pronubo il centenario. E ci siamo ritrovati tutti, noi della compagnia della Iena di San Giorgio, messa in scena per lo Stabile di Torino, per farla rivivere, non molto tempo fa, in una versione radiofonica, che viene ogni tanto ritrasmessa."
Guido Ceronetti