S.Faravelli - Shi Tao

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L'Atelier è come una conchiglia. L'organismo secerne il suo proprio guscio. Così il luogo o il modo in cui creo e lavoro sono altrettante proiezioni ideoplastiche del mio mondo. Ora sono un'ostrica ben salda sulla roccia, che elaboro la mia perla nel chiuso di un universo tutto interiore, ora sono una chiocciola che vaga per orti e giardini e porta con sè il suo guscio. Sono le due fasi del mio lavoro: quella stanziale e quella migrante. Ciascuna ha il suo modus operandi, ma etrambe traggono linfa in questa SECRETISSIMA CAMERA che abito dall'infanzia e che è concresciuta con me.

Qui, in questo LUOGO ( non -spazio- come direbbe il distorto lessico  del "contemporaneo"), circondato da dipinti e dagli oggetti stravaganti della mia personale  wunderkammer, ( boites magiques , basilischi, "macchine celibi e nubili") , mi preparo a partire e sempre faccio ritorno.

Luogo della memoria ( che vi  ha sedimentato sessant'anni  ) ma anche affaccio sul vasto orizzonte dell'esotico che mi attende ad ogni nuovo viaggio. 

Qui creo i dipinti e le sculture; qui nascono i miei fidi taccuinetti quotidiani, che diventano via via agenda, progetti e pensieri.

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