S.Faravelli - In groppa alla balena - Acquarello

APPARIZIONI TRA I BAMBU’ Seminario con Stefano Faravelli 3-4 ottobre 2020

“Certo Ananda il bosco di bambù piace perché è senza rumore, senza frastuono, solitario, non frequentato dalle genti, adatto al ritiro e al raccoglimento, come piace a  voi, signori meditativi e contemplativi.”

 Majjhimanikaya CVIII Gopakamogallana

 

Una sessione di pittura all’alba nella bambuseria di  Arashiama a Kyoto, dove ricadenti e cespitiosi  i bambù fiancheggiano  un tortuoso sentiero,  fu per me la memorabile esperienza  dell’incontro con questa pianta. 

Mentre disegnavo, nel silenzio solenne, mi parve di udire dopo un po’ il bisbigliato fruscio del loro crescere . Mi parve di vedere tra gli ingannevoli giochi di luce, nel ritmo  verticale delle canne, apparizioni furtive.

Al ritorno, in atelier, quell’esperienza fu generativa di altre visioni , confluite in una piccola serie  di quadri che di tanto in tanto continuo  ad alimentare. Nelle mie bambuserie immaginali ho  dipinto Inari ( volpi-fate della tradizione giapponese),
tigri, draghi e dame di corte dell’antico Giappone.

Per condividere questa ispirazione e trasmettere  una modalità di pittura nutrita di meditazione, guiderò un gruppo di allievi  armati di carta e colori nei segreti meandri  del Labirinto della Masone.

 

Introduzione del corso sarà  la lectio magistralis:

  “Immaginazione creatrice e mondi vegetali” 

 

 Da anni,  affianco all’osservazione  accurata di piante e fiori, che disegno con l’acribia di  un botanico nelle pagine dei miei carnet de voyage,  la creazione di quadri  ispirati ad un universo vegetale archetipico. 

Sento quindi di appartenere anch’io all’eletta schiera di quegli esploratori che  percorrevano il globo in cerca  di piante esotiche, ma le mie sono  “cacce  sottili” nel mondo dell’Immaginazione. 

Quel mundus imaginalis,( lo‘Alam al Khayal  dei mistici  dell’Islam) , mondodell’immaginazione autonoma, che ha un esistenza oggettiva totalmente indipendente  dall’uso che noi facciamo della nostra  facoltà immaginativa.

Parlerò dunque di acclimatazioni di alberi antropogonigi, come il portentoso Waqwaq ,  “l’albero delle donne”, diffuso in una vasta tradizione iconografica orientale, di fate albero e alberi fatati, (tra le quali  la Principessa Kaguya, scoperta bambina all’interno di una canna di bambù e protagonista di uno dei più antichi racconti del mondo giapponese),
di efflorescenze carnivore ed erotiche, frutto di una criptobotanica antica quanto universale.


Per informazioni e iscrizioni al seminario: 3491935057