S.Faravelli - Per vedere l'elefante

Nila Colori dal 2021

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Ieri ho ricevuto in studio Giulia e Carlo: fondatori di Nila Colori, i due giovanissimi creatori degli acquerelli che ho usato per dipingere questa carta . Si è parlato di santi e di alchimisti , di India e miniatori persiani. E naturalmente di colori. Abbiamo scoperto di  avere In comune   molte cose : tra tutte il gusto per la substantia etica del colore: il suo essere insieme materia e spirito. Giulia e Carlo  guidano  la materia , ( minerali e terre ma  anche  fiori, foglie, linfe e ceneri ), nel suo sforzo a  farsi luce . Come direbbero i nostri amati platonici , di Grecia o di Persia. Ho raccontato in questa sequenza la genesi  di un dipinto che ha disciolto in acqua la limonite dorata della terra Armena, il blu intenso dell'Indigofera tinctoria e del guado marchigiano. Lo stupendo rosso  del solfoseliniuro di cadmio , sporcato di terre toscane e l'oltremare francese , un blu dal nome  bellissimo che evoca quella  materia preziosa e lontana di cui dice Marco Polo:  "nel dominio di Bada Kshan  vi è una  alta  montagna  dove si cava l'azzurro, et è lo  migliore e lo più fine  del  mondo. E le pietre onde si fa l'azzurro si è vena di terra; e havvi montagne ove si cava l'argento..." 
 
Il ricordo trasfigurato di un incontro nella valle dell'Omo ha preso corpo da queste  disparate  materie. Un viaggio nel viaggio di un ricordo di viaggio.